Camilla
Nata, racconto la mia terra
di
Giuseppe Bosso
Abbiamo il piacere di incontrare nuovamente
Camilla
Nata, oggi volto di
Tgr
Piemonte, un passato da inviata di programmi di punta di Raiuno come
Festa Italiana e
La vita in diretta.
Bentrovata Camilla. Ci eravamo sentiti la
prima volta
quasi vent'anni fa, al tempo della tua esperienza di inviata. Oggi sei tra i
volti del Tgr. Cosa ti ha portata a questo cambiamento?
«Ragioni personali e professionali, per sintetizzare. Mi sono riavvicinata
alla mia terra di origine, e questo mi ha fatto fare un vero e proprio salto
di qualità passando a una testata giornalistica dove la notizia è al primo
posto rispetto alle emozioni che dà la notizia. Nei programmi dove ho
lavorato in passato si tende a spettacolarizzare, mentre al telegiornale si
raccontano i fatti e poi sta allo spettatore/utente farsi un'idea. Ti do gli
strumenti per formare la tua opinione, ma sei tu che devi svilupparla. È il
punto di forza».
Questa nuova veste ti ha portato anche a cambiare qualcosa dal punto di
vista del tuo modo di rapportarti alle persone che intervisti?
«Certamente sì. Intanto le interviste che realizzo per il telegiornale sono
più veloci per le tempistiche che si stringono al massimo a un minuto e
mezzo, dove lo sforzo maggiore è cercare di contenere in quello spazio le
ragioni del pro e del contro. Nelle trasmissioni dove ho lavorato in passato
gli spazi sono maggiori e si tende a dare maggior risalto a quegli aspetti
che accrescono il pathos, la maggiore partecipazione».
Quali sono state in questi anni le notizie o gli eventi che hai
raccontato con maggior coinvolgimento?
«Ci sono eventi di portata nazionale che si svolgono a Torino e la rendono
davvero caput mundi in quei momenti, come gli ATP Finals di Tennis a
novembre e il Salone del Libro a maggio, e mi danno modo di confrontarmi con
un pubblico di levatura internazionale. E poi eventi che racconto con
partecipazione nello
speciale Tg Itinerante del sabato sul territorio, andando a
scoprire le tipicità e le introspettività della regione Piemonte, come la
fiera del tartufo d'Alba o il salone del vermouth, il vino liquore che è
nato a Torino nel 700. O raccontare storie di persone che hanno dedicato il
loro impegno alla valorizzazione del territorio come il fondatore di Slow
Food Carlo Petrini che ha creato l'Università del Gusto a Pollenzo».
Avevamo parlato la prima volta del tuo essere, come ti eri definita, 'una
giornalista improntata al verde', inteso come tutela dell'ambiente. È una
battaglia che segui ancora adesso, anche in termini di eventi o di campagne
di sensibilizzazione?
«Assolutamente sì, ambiente e anche territorio e tradizioni, che sono il mio
focus. L'ambiente è un elemento a livello preservativo che portiamo avanti
con il Tgr con operazioni come Puliamo il mondo e le giornate di
Legambiente. Preserviamo il territorio e la cultura del territorio
attraverso iniziative come le giornate di Fai Futuro di autunno e
primavera».
Anche tu come molte tue colleghe hai purtroppo dovuto abituarti a
raccontare con frequenza drammatiche vicende di violenza soprattutto a danno
dei soggetti più deboli. Quale pensi sia il modo migliore di fare
informazione su queste tematiche?
«Il modo migliore per combattere queste forme di violenza, che colpiscono
minori, anziani, donne, è sicuramente fare interviste ove possibile de visu
(non con i minori ovviamente e con le donne che non si possono far
riconoscere in viso per non evitare ulteriori problemi con gli stalker) o
valorizzare quelle realtà serie che intraprendono in modo quotidiano opere
per tutelare queste categorie. Distinguendo, come per le fake news, quelle
associazioni che si fregiano in modo altisonante di qualità che poi non
mettono in pratica, da chi davvero si impegna quotidianamente per tutelare
queste categorie a rischio».
Camilla ti senti più orientata al domani o a godere le gioie del
presente?
«In questa fase specifica sto moderatamente guardando e puntando gli occhi
al cielo con i piedi per terra per guardare a un futuro che potrebbe,
chissà, riportarmi a Roma in un ambito di testata nazionale».