Simona
Branchetti, impegno per le donne
di
Giuseppe Bosso
Abbiamo il piacere di incontrare nuovamente uno dei volti più apprezzati
dagli spettatori del Tg5,
Simona Branchetti,
che in questi ultimi tempi si è anche cimentata in una interessante e
irriverente esperienza al fianco della scrittrice Elisa D’Ospina,
Sante e Stronze.
Ben trovata, Simona, dopo tanti anni è un piacere
risentirti. Come nasce questo
podcast che stai conducendo con Elisa D'Ospina e con quali intenti?
«Si tratta di un'idea che coltivavo da tempo e che abbiamo realizzato;
abbiamo chiuso positivamente la pima stagione».
Com'è cambiata la tua vita rispetto alla nostra prima chiacchierata non
solo per le varie esperienze che hai avuto?
«Tantissimo; ora sono tornata al Tg5 dopo quattro anni di conduzione di
programmi, un'esperienza nuova che ho vissuto positivamente, che mi ha
aperto a nuove possibilità».
Occupandoti di cronaca anche tu come tanti colleghi e colleghe devi
purtroppo molto spesso raccontare i terribili casi di femminicidio che da
anni si verificano in modo sempre più preoccupante. Sei impegnata anche tu
in iniziative tematiche per contrastare queste tragedie?
«È una tematica che mi sta molto a cuore e nella quale mi sono impegnata per
aiutare le donne a capire quanto sia importante anzitutto emanciparsi dal
punto di vista economico per non essere schiave e non dipendere da nessuno.
È la prima cosa che ricordo a tutte le donne anche nel mio podcast, per
aiutarle a superare quegli stupidi stereotipi che ci vorrebbero vincolare in
una maniera ormai anacronistica; stereotipi che a volte sono stati anche
creati ad arte per tenerci incastrate, come descritto nel libro
Il mito
della bellezza di Naomi Wolf dove la bellezza viene strumentalizzata a
seconda dell'uso che se ne fa. Per rispondere alla tua domanda al momento
non ho eventi in programma, ma sarò certamente disponibile qualora si
presentasse l'occasione, proprio per le ragioni che ti ho detto».
Sperimentare un format differente rispetto al telegiornale cosa ha
rappresentato per te?
«Sono due contesti diversi, per ambientazione e pubblico. Ma ugualmente
entusiasmanti, cerco sempre di cogliere le occasioni di crescita quando si
presentano in maniera costruttiva».
Giunta a questo momento sei più proiettata a guardare indietro o a
continuare?
«Non ho rimpianti. Si è sempre pronti a nuove sfide, quello che non si è
riuscito a fare prima si può sempre provare in un'altra occasione
rimettendoci in gioco».
Sono passati due anni dalla scomparsa di
Carlotta Dessì, un momento che emotivamente ti ha colpita come abbiamo
potuto vedere quando proprio tu lo annunciasti in trasmissione. Qual è il
tuo ricordo di lei?
«Una ragazza forte, straordinaria e piena di vita. Avrebbe dovuto lavorare
con me proprio a
Pomeriggio 5, ma purtroppo siamo riuscite solo a farlo
all'inizio. Ma la ricorderò sempre non solo come valida collega ma anzitutto
come amica preziosa con cui ho condiviso esperienze importanti».