Elisa
Mazzucchelli, energia motori
di
Giuseppe Bosso
Giornalista pubblicista, volto conosciuto dagli spettatori di
Sportitalia e non solo, incontriamo
Elisa Mazzucchelli.
Come si è avvicinata al mondo dei motori? Passione o casualità?
«Mi sono avvicinata al mondo dei motori un po’ per passione e un po’ per
caso. La passione per le due ruote l’ho sempre avuta fin da piccola, grazie
a mio papà: mi affascinava l’energia che c’è intorno alle moto, il rumore
dei motori, l’adrenalina delle gare. Dalle prime esperienze come
Ombrellina al MotoGP e poi, crescendo e iniziando a lavorare nel mondo
dei media, si è presentata l’occasione di raccontare proprio questo universo
e ho capito che era un ambiente in cui mi sentivo perfettamente a mio agio.
Quindi sì, direi che è stato un incontro tra passione autentica e
opportunità professionale».
Banale chiederlo ma forse inevitabile: ha incontrato resistenze
nell’avvicinarsi a un ambiente, per così dire, strettamente “maschilista”?
«È una domanda che mi fanno spesso. All’inizio qualche resistenza o sorpresa
c’è stata, più che altro perché è un ambiente storicamente molto maschile.
Però devo dire che, una volta dimostrata la mia preparazione e la mia
serietà, ho sempre trovato grande rispetto. Soprattutto da quando ho
iniziato a guidare in pista e off-road ho ricevuto tanti complimenti. Alcune
ostilità sono arrivate anche dalle donne: se facessimo squadra come gli
uomini sarebbe certamente meglio. Il mondo dei motori è fatto anche di
persone molto dirette: se vedono che lavori bene e che ami davvero questo
sport, ti accolgono senza problemi e con affetto».
Quali sono stati finora i protagonisti del mondo delle due ruote con cui
ha interagito che l’hanno maggiormente colpita?
«Ho avuto la fortuna di incontrare tanti protagonisti straordinari del
motociclismo. Quello che mi colpisce sempre è la combinazione tra talento,
determinazione e umiltà che molti di loro hanno. Parlare con piloti che
rischiano ogni weekend e vedere con quanta passione vivono questo sport è
sempre molto stimolante. Ogni incontro lascia qualcosa, sia dal punto di
vista umano sia professionale. Sicuramente quella con Pecco Bagnaia è stata
una intervista che mi ha lasciato stupita per la sua umiltà. Intervistare
invece Marco Tronchetti Provera a Monza mi ha messo particolarmente in
difficoltà, mi tremavano un po’ le mani, ma alla fine l’ho portata a casa».
Non solo Sportitalia comunque per lei: l’abbiamo vista nel cast del
fortunato game show Avanti un altro, a Radio 105, di recente al
Villaggio del Festival in occasione dei giorni di Sanremo, solo per citarne
un paio: cosa hanno rappresentato per lei queste esperienze?
«Oltre al lavoro legato ai motori ho avuto la possibilità di fare esperienze
molto diverse tra loro. Partecipare al salottino ad “Avanti un altro” è
stato divertentissimo e mi ha fatto scoprire il lato più leggero e
spettacolare della televisione. L’esperienza a Radio 105 e la presenza al
Villaggio del Festival durante i giorni di Sanremo sono state altrettanto
speciali: occasioni per entrare in contatto con pubblici diversi e mettermi
alla prova in contesti nuovi. Per me ogni esperienza è un modo per crescere
e ampliare il mio percorso professionale».
Ha avuto modo di seguire gare o competizioni femminili?
«Sì, ho avuto modo di seguire anche alcune competizioni femminili e credo
che il movimento stia crescendo molto. Sempre più ragazze si avvicinano alle
due ruote e il livello si sta alzando anno dopo anno. È un segnale molto
positivo perché dimostra che questo sport sta diventando sempre più
inclusivo e aperto a tutti»
In prospettiva futura si vede ancora vincolata al mondo dei motori?
«Guardando al futuro, il mondo dei motori resta sicuramente una parte molto
importante del mio percorso. È un ambiente che mi appassiona davvero e in
cui mi sento a casa. Allo stesso tempo mi piace l’idea di continuare a
sperimentare, di esplorare altri ambiti della comunicazione e dello
spettacolo. L’importante per me è continuare a raccontare storie, emozioni e
passioni, che siano legate ai motori o ad altri mondi. Mi piacerebbe creare
un format tutto mio, anzi l’ho già depositato da tempo, lo chiamerei
Curve Pericolose. Stay tuned!».