Maria
Consiglia Izzo, pronti con TEDx
di
Giuseppe Bosso
Dopo otto anni incontriamo nuovamente
Maria Consiglia Izzo che presto sarà protagonista di un
importante evento che si svolgerà a ottobre in Irpinia, a Montella.
Bentrovata Maria Consiglia. Parlaci di questa novità che ti vedrà
protagonista a ottobre. Per chi eventualmente non lo sapesse cos'è il
TEDx che si svolgerà a ottobre a Montella?
«È un evento che ha origini negli Stati Uniti e che da anni sta
fortunatamente prendendo piede anche in Italia, un evento per così dire
ispirazionale in cui persone che si sono distinte nelle rispettive
professioni (nel campo della comunicazione ma anche della scienza e della
medicina) salgono sul palco e raccontano qualcosa che potrà servire alle
future generazioni. Lo trovo un format vincente perché, al di là delle forme
sempre più evolute di comunicazione che abbiamo raggiunto, sento sia ancora
importante la testimonianza in diretta di qualcuno che ce l'ha fatta o
inizia finalmente a raccogliere i frutti del suo lavoro; sono contentissima
di far parte di questo progetto e ancora di più che l'evento si stia
diffondendo a macchia d'olio in tutta Italia; a dicembre presenterò anche
TEDx Eboli. Vorrei evidenziare che a monte dell'organizzazione di
questi eventi ci sono giovani imprenditori che, piuttosto che godersi la
vita come pure avrebbero la possibilità di fare, hanno scelto di andare
oltre, non limitarsi a raccogliere il know-how che hanno creato le loro
famiglie, ma ampliare i loro patrimoni aziendali rimboccandosi le maniche,
per fare qualcosa di positivo sia per i loro coetanei che per le future
generazioni, mantenendo i piedi per terra e con l'impegno di cercare ogni
giorno di migliorare quello che si è ricevuto in gestione. Spero che questo
messaggio incoraggi anche altre persone. E a chi, come me, ha scelto di
restare a Napoli e in Campania per continuare questa sfida legata al mondo
della comunicazione, che Vito Bisogno, a capo di TEDx Montella, condivide».
Come sei stata scelta e cosa rappresenta per te questa possibilità?
«Da quattro anni insegno comunicazione e marketing, un'esperienza nuova che
mi ha coinvolta inizialmente in un corso di 250 ore per aspiranti social
media manager. Non nascondo che sulle prime fossi perplessa all'idea di
entrare in un mondo di cui non avevo mai fatto parte; un'amica mi ha
coinvolta, più convinta lei di me della mia riuscita... dovete sapere che io
non so dire di no, cosa che rappresenta al tempo stesso un pregio e un
difetto (ride, ndr) e dopo aver conosciuto il direttore della scuola mi sono
sentita motivata a iniziare con questi ragazzi; ne avrò conosciuti almeno
500 in questi quattro anni, e tra questi sono capitati studenti
dell'istituto Bisogno, che ha sede principale a Montella e si estende fino
alla Basilicata, tra cui Vito, figlio del fondatore. Un giorno mi contatta
per parlarmi dell'allestimento di TEDx Montella e di aver pensato a me come
speaker per come aveva visto uscire i suoi ragazzi dal mio corso. “Sento che
anche tu puoi lanciare un messaggio dal palco”, mi ha detto».
È un'occasione anche per valorizzare meglio una terra splendida come
l'Irpinia?
«Sì. Il TEDx ha una doppia finalità, non solo parlare alle generazioni
future ma valorizzare il territorio dove si svolge, e Montella è una
splendida località che merita. Dal punto di vista naturalistico e
paesaggistico ha tanto da offrire, ma ha una crescita lenta dal punto di
vista turistico, che andrebbe incentivata, ed è quello l'intento dei ragazzi
usciti dal corso. Non c'è solo la sagra della castagna che pure ogni anno è
un evento importante; ma bisogna andare oltre alla scoperta di tutto quello
che può offrire la città, non solo dal punto di vista enogastronomico. Questi
territori un tempo soffrivano una sorta di desertificazione con i giovani
che andavano via alla ricerca di migliori condizioni di lavoro altrove, oggi
con l'avvento delle lauree online e allo smart working si è in parte
attenuato».
E per quanto riguarda invece il tuo percorso giornalistico cosa
rappresenta questo evento?
«Lo sognavo da sempre (ride, ndr). Vivo tra alti e bassi, ma per me mai
condannare i problemi che possono insegnarti tanto anche ti distolgono dai
tuoi sogni. Ancora oggi nelle slide per le mie lezioni inserisco momenti
legati ai TEDx di Vera Gheno e Giovanni Bocciardieri che dal punto di vista
comunicativo mi hanno trasmesso tantissimo. Come ti ho detto tutto è
arrivato grazie a una collaborazione che avevo iniziato per caso e senza
convinzione, e invece guarda cosa mi ha dato? Sono grata ma al tempo stesso
consapevole della fiducia che mi è stata concessa e del fatto che in quei
pochi minuti che starò sul palco avrò una vera e propria missione da
compiere, mantenere alta l'attenzione».
Com'è cambiata la tua vita dal nostro
incontro di quasi dieci anni fa dove, se ricordi, avevamo parlato tra le
altre cose del tuo impegno nel campo enogastronomico e delle tue attività
editoriali: rileggendola dove diresti che è un'intervista 'invecchiata
bene'?
«La mia vita è migliorata per tanti aspetti; la mole di lavoro è cresciuta,
l'agenzia che gestisco con la mia migliore amica Grazia Guarino è diventata
nazionale ed ha ampliato le sue collaborazioni con società per azioni,
società cinematografiche... sono cresciuta tanto, anagraficamente ma anche
caratterialmente, mi sento meno impulsiva di prima. Se ricordi mi
intervistati quando avevo da poco percorso il cammino di Santiago che è
stata un'esperienza davvero di svolta per me. Oggi penso ancora che
nonostante le infinite difficoltà del mondo del giornalismo si può,
avvalendosi di canali diversi, fare una buona e sana informazione. Vivo con
la consapevolezza che tutto va ritagliato, tutto va strappato, tutto va
guadagnato... da sommelier ti posso dire che rileggendo l'intervista è
invecchiata bene come un barolo, che con gli anni assume valore».
Sei sempre 'borderline' come ti eri definita allora?
«Morirò così (scoppia a ridere, ndr)!».