Homepage di www.telegiornaliste.com
HOME SCHEDE+FOTO FORUM PREMIO TGISTE TUTTO TV DONNE INTERVISTE ARCHIVIO

Tgiste Approfondimenti e notizie sul mondo delle telegiornaliste
Valeria SaggeseValeria Saggese, direzione musica
di Giuseppe Bosso

Nuovi impegni, nuove sfide, ma il binomio tra Valeria Saggese e la musica resta inscindibile.

Bentrovata Valeria, ci risentiamo dopo quasi tre anni dal grande successo che hai riscontato con Parlesia. La lingua segreta della musica napoletana, il tuo libro uscito con la prestigiosa Minimum fax. Com'è cambiata da allora la tua vita?
«La mia vita continua sempre nella direzione verso cui amo andare, quella della musica. Continuo a divulgarla attraverso la radio e la tv. Ora collaboro in pianta stabile con la Rai come autrice e conduttrice. Continuo nel mondo dell’arte e della cultura a condurre e organizzare eventi e la novità è, che dopo la mia ricerca, tengo seminari nelle Università sulla storia e la semiotica della musica. E poi ti anticipo che ho iniziato a scrivere il mio secondo libro, ma per ora acqua in bocca, magari te ne parlo prossimamente…».

Hai dedicato uno speciale su Radio Rai a Pino Daniele che ancora si può ascoltare su Raiplay sound, e ora è in corso uno su Renato Carosone. Come mai e cosa rappresenta per te questa figura iconica della nostra musica?
«Carosone è stato un genio, un innovatore, un musicista profondo e sopraffino che è riuscito a raccogliere consenso di un vastissimo pubblico grazie all’ironia e alla leggerezza di cui l’Italia post guerra aveva bisogno. Era dissacrante e la sua competenza musicale è arrivata oltre Oceano senza difficoltà. Senza di lui, in Italia non sarebbe avvenuto il cambiamento musicale del ‘900».

Secondo te Carosone può ancora incantare le nuove generazioni, di quest'epoca iper tecnologica e che ha abbracciato diversi generi musicali?
«Facile. Carosone è ancora coverizzato da tanti artisti e oggi i suoi brani sono addirittura mixati dai Dj. Si cantano e ballano in discoteca. È intergenerazionale. Ripeto. Un genio senza tempo».

In Rai stai lavorando anche con una nostra altra storica e affezionata intervistata, Federica Gentile: com'è nata questa collaborazione?
«È stata una scelta aziendale. Lavoro come autrice per il programma che lei conduce su Rai 2, Playlist Talk. Ogni puntata è dedicata a un artista/cantautore/ interprete… è nelle mie corde, e con lei mi trovo molto bene, sia professionalmente che a livello umano. È una professionista con tanti anni di esperienza. Il problema sarebbe avere a che fare con chi è incompetente. Io sono stata fortunata».

Nell'ultimo anno ti sei impegnata, tra le altre cose, anche per il compianto Vincenzo Spera (ex Presidente di Assomusica) per cui sei stata promotrice di un memorial. Cosa ha rappresentato per te e cosa hai cercato di trasmettere?
«Vincenzo Spera è stato uno dei più grandi promotori musicali di tutti i tempi, una persona buona e un caro amico per me. Avevo lanciato la proposta al Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, Federico Mollicone, di ricordarlo istituzionalmente. Devo dire che per lui ha aperto subito le porte di Montecitorio. È stato un evento molto emozionante e sentito che abbiamo condotto insieme al nuovo Presidente di Assomusica Carlo Parodi. In sala c’erano la moglie, i figli, tanti rappresentanti del mondo musicale e anche l’attuale presidente di Assoconcerti Bruno Sconocchia. Vincenzo è sempre riuscito a tenere uniti tutti. Sulla sua scia dobbiamo continuare: la musica unisce».

Del tuo libro Parlesia mi ha colpito che artisti tendenzialmente restii ad aprirsi con i giornalisti in te abbiano trovato una figura amica e affidabile. È stato più facile, per così dire, con le 'vecchie leve' o con le voci di ultima generazione entrare in sintonia?
«Io sono sempre dalla parte degli artisti. E loro lo sanno, lo sentono. Do voce a chi è davvero bravo e ho profondo rispetto per la fatica e per i sacrifici che fa ognuno di loro. Dunque, per me è facile entrare in sintonia con chi fa musica perché la ama ed è capace di emozionare. Non perdo tempo a scrivere di chi non mi piace».

Avevamo parlato di tua nipote Zoe, che recentemente si è fatta notare a Radio RCS75. Come hai vissuto questo momento?
«Zoe ha 6 anni, ha una dote spiccata per la radio. L’ho vista in diretta tv, perché non ho potuto accompagnarla, e mi sono emozionata. È disinvolta al microfono, sa improvvisare e creare contenuti. Sarà una questione di DNA. Ti ricordo che il grande Roberto Gentile, lo storico speaker di Radio 2 e Radio Subasio era mio cugino. Suo zio. Lei ha scelto di studia pianoforte e danza, ma ama anche la matematica. Le auguro di fare in futuro quello che amerà fare, ma soprattutto le auguro di essere serena e vivere nella bellezza. In questo mondo così crudele non è facile e io sono molto preoccupata per i nostri bambini».

Non posso in chiusura fare a meno di chiederti un ricordo di James Sanese. Quale pensi sarà il suo lascito per le nuove leve della musica?
«James è un altro artista immenso. Per fortuna me lo sono goduta anche come persona. Era gentile solo con poche persone. Io ho conosciuto la sua delicatezza. L’ultima intervista l’ha fatta con me pochi mesi prima del suo ultimo viaggio. Nel suo ultimo disco ha parlato di amore universale. Non era più arrabbiato. Per Napoli è stata una triste perdita del 2025, insieme a quella di Roberto De Simone e del Maestro Beppe Vessicchio. Per fortuna la loro musica è eterna. Per rispondere alla tua domanda, a Napoli c’è una new wave fatta di giovani cantautori e cantautrici che conoscono il passato e lo rispettano. Interagiscono sul palco e fuori con gli artisti della “old generation”. Certo, un Senese non ci sarà più, ma ci sono diversi bravi artisti che “suonano e cantano” in napoletano. Bisogna dar loro più spazio a livello nazionale».

 interviste alle telegiornaliste


HOME SCHEDE+FOTO FORUM PREMIO TGISTE TUTTO TV DONNE INTERVISTE ARCHIVIO
Facebook  Twitter  Instagram

Telegiornaliste: settimanale di critica televisiva e informazione - registrazione Tribunale di Modena n. 1741 del 08/04/2005
Vietata la riproduzione, anche parziale, senza l'esplicito consenso del webmaster