Elvira
Gigante, Diario di una violenza
di
Giuseppe Bosso
Incontriamo l'attrice e regista Elvira Gigante che ha presentato
proprio in questi giorni al The Cineclub di Roma la sua ultima
opera, in occasione dell'evento
Diario di una dipendenza
affettiva organizzato in concomitanza con l'avvio della
ventunesima edizione della Festa del cinema.
Benvenuta su Telegiornaliste, Elvira. Come nasce il tuo
cortometraggio Oltre il riflesso?
«
Oltre il riflesso nasce dall’incontro artistico con
Vittorio Aliotta, che interpreta Giacomo nel cortometraggio, e
che mi aveva proposto il suo monologo teatrale
Rubata da
interpretare come attrice. Leggendolo ho cominciato a immaginare
il suo personaggio all’interno di uno spazio e di un contesto.
Alla fine della lettura gli ho chiesto se gli sarebbe piaciuto
che lo trasformassi in un cortometraggio. Ovviamente Sonia, la
mia protagonista, ha conservato ben poche caratteristiche in
comune con la protagonista di
Rubata. Io, a differenza di
quanto ha raccontato Vittorio nel monologo, ho voluto trovare un
epilogo a una storia di violenza domestica che fosse differente
da quelli a cui purtroppo siamo abituati dalle cronache».
Perché hai deciso di affrontare questa tematica?
«Ti direi:
e perché no?! Di base volevo raccontare una
storia e forse proprio l’innumerevole quantità di casi di
femminicidio che riempiono le cronache dei giornali mi ha
spinto, dopo la lettura di
Rubata, a voler raccontare
proprio questa, prima di altre che avevo già scritto ed erano
pronte per un’eventuale produzione. Ho cercato di farlo con la
massima attenzione e la maggior delicatezza possibile. Abbiamo
usato i guanti di velluto un po’ tutti, durante la realizzazione
del progetto artistico, nel trattare l’argomento, senza scendere
in banalizzazioni né in atti volutamente violenti che avrebbero
potuto impattare negativamente su chi lo avrebbe visto».
La violenza sulle donne è purtroppo argomento ormai abituale
sia nei resoconti di cronaca che spesso nelle trame di film e
serie tv: possiamo dire che le produzioni artistiche come la tua
sono lo specchio del nostro tempo?
«Le mie produzioni finora lo sono state. Lo scorso anno ho
affrontato la tematica altrettanto delicata legata all’uso dei
social e quest’anno la violenza domestica. Quindi sì,
decisamente mi rifaccio alla vita quotidiana nella scelta delle
storie che voglio raccontare. Trovo che l’imperfezione dell’uomo
sia molto interessante da indagare. E poi, come si sente di
solito nei casi di cronaca più negativi, la frase “era una brava
persona” ricorre spesso. Ecco, quel confine tra la “brava
persona” e la persona che in realtà c’è dietro mi incuriosisce
parecchio. Le apparenze quasi sempre ingannano e non è una
semplice frase fatta».
L'anteprima in occasione della
Festa del Cinema è la miglior vetrina per la promozione
della tua opera?
«Con il mio addetto stampa Marco Bonardelli di
Suggestioni Press, anche moderatore della
presentazione, abbiamo voluto incorniciare l’evento nei giorni
in cui si svolge la Festa del Cinema. Chiaro, noi siamo fuori da
quel contesto logistico perché la nostra premiere si svolgerà al
The Cineclub. Ma credo che in questo periodo possa esserci
sicuramente anche da parte della stampa una maggiore attenzione
al cinema, anche indipendente come quello che cerco di fare io.
Inoltre il cortometraggio ha da poco iniziato la distribuzione
festivaliera con Prem1ere Film Distribuzione, per cui era
decisamente un buon momento».
Precedentemente avevi affrontato il tema della dipendenza dai
social in Follower #1: continuerai ancora a trarre
ispirazione dai mali del nostro tempo o cercherai nuove, diverse
ispirazioni?
«Come dicevo poco sopra, l’imperfezione umana è molto
interessante da indagare. Inoltre trattare tematiche sociali che
riguardano i mali del nostro tempo mi dà la possibilità di far
riflettere gli spettatori su argomenti che di solito viviamo
senza accorgercene, presi dalle nostre molteplici attività
quotidiane e dalla fretta con cui viviamo le nostre giornate. I
mali provo a sviscerarli, mostrandone gli aspetti peggiori,
soprattutto a scopo riflessivo, e sono stata molto contenta
quando ho avuto riscontri positivi dal pubblico, soprattutto per
Follower #1, che è già su
RaiPlay, che dopo la visione ha avuto modo di pensare
a quanto quello che avevo raccontato nel mio corto impattasse
sulla propria vita. Sì, decisamente continuerò a trarre
ispirazione dal quotidiano».