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Donne Nel mondo, nella storia
Donne. Nel mondo, nella storiaElvira Carpentieri, per le famiglie
di Giuseppe Bosso

Avvocato, giornalista pubblicista, presidente del Centro Studi sulla Crisi Economica delle Famiglie Italiane, incontriamo Elvira Carpentieri nel suo studio nel cuore di Salerno dove dirige un laborioso team tutto al femminile.

In te è più ardente il fuoco del diritto o quello della comunicazione?
«Ultimamente quello della comunicazione, ma spinto soprattutto dal diritto e dalla consapevolezza degli strumenti che le famiglie italiane hanno a disposizione. Dal 2011 siamo attivi sul web con un linguaggio diretto e semplice. Mi piace scrivere senza formalismi, perché la notizia arrivi al destinatario nella forma più vera e chiara possibile. Siamo partiti dai blog, siamo passati per YouTube e abbiamo seguito tutta l’evoluzione della comunicazione».

Sono tanti i divulgatori di contenuti a tema economico che cercano di rendere la materia il più fruibile possibile, ma non tutti ci riescono. Tu hai mai sfatato qualche tabù o falsa convinzione?
«Fino ai primi anni Duemila era diffusa la convinzione che le banche non potessero mai sbagliare e il consumatore si trovava a subire. Ovviamente non è sempre così. Grazie all'informazione che abbiamo cercato di dare, le persone hanno acquisito maggiore consapevolezza nell'affrontare i momenti di difficoltà e nell'uscirne vittoriose. Siamo passati dalla paura per il futuro alla consapevolezza che una via d'uscita si può trovare. Ricorderai che nel 2012 fu introdotta la cosiddetta legge “salva suicidi” (L. 3/2012), oggi confluita nel Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza. Nacque sulla scia dell'emergenza degli imprenditori che, non riuscendo a sostenere il costo dei finanziamenti, si toglievano la vita. È così che si è sfatata la convinzione che non ci fosse via d'uscita».

L'attualità impone di parlare del caro carburanti a causa soprattutto dei conflitti in Medio Oriente e non solo, e a tal proposito ti abbiamo vista di recente ospite anche al TGR Campania o in altre trasmissioni per affrontare questa tematica delicata. Quale credi sia l'approccio giusto per affrontare con lo spettatore argomenti così incisivi nella nostra quotidianità?
«Un approccio risolutivo. Anche quando la situazione di partenza è difficile, gli strumenti per affrontarla ci sono. Quello che si può e si deve fare ora è diffondere l'educazione finanziaria, partendo da un presupposto: non è più possibile vivere come ai tempi dei nostri nonni e dei nostri genitori, e nemmeno come pochi anni fa. Serve un approccio diverso alla vita economica, a cominciare dagli imprenditori e poi dalle famiglie e dai singoli consumatori. Se un tempo un solo stipendio bastava a sostenere il mutuo e il finanziamento dell'auto, anche grazie a un'inflazione diversa, oggi la situazione è diametralmente opposta: anche con due stipendi questi impegni di lungo periodo non sono sostenibili, perché si sommano alle spese quotidiane indispensabili. Bisogna lasciarsi alle spalle certe abitudini ereditate dal passato. La cultura finanziaria deve partire dalle persone, ma deve coinvolgere anche le istituzioni: mi auguro che questa materia entri nei programmi scolastici, come già accade in altri Paesi europei».

E a questo riguardo ti chiedo: quel motto “rimbocchiamoci le maniche” che le generazioni precedenti alla nostra avevano bene in mente e con il quale sono riuscite a risollevarsi dai disastri delle guerre che avevano vissuto sulla loro pelle è valido anche oggi?
«Le generazioni precedenti non avevano alternative; oggi abbiamo più possibilità di scelta. La vita di oggi è senz'altro più difficile sotto molti aspetti. Tanti settori, come l'avvocatura, sono saturi, e in molti colleghi non percepisco proprio la voglia di mettersi in gioco. C'è poi un dinamismo tale che, con i cambiamenti frenetici che viviamo, quasi non ce ne accorgiamo. Non posso dire che i giovani non abbiano voglia di rimboccarsi le maniche, ma mettendomi nei loro panni riconosco che in questa fase tende a prevalere un certo disorientamento».

Nei tuoi contenuti hai spaziato davvero tra svariate tematiche, dal mercato degli immobili a quello alimentare e non solo. Quali sono stati i contenuti che i tuoi follower hanno maggiormente apprezzato?
«Sicuramente il rincaro delle bollette e della benzina: sono temi che suscitano grande interesse sia tra le famiglie sia tra gli imprenditori. Molto seguiti sono anche i contenuti sulle conseguenze del mancato pagamento delle rate, comprese quelle del mutuo, che con il tasso variabile aumentano, e di parecchio. Parliamo ancora oggi di crisi post-pandemia, ma dimentichiamo che già prima di marzo 2020 la situazione italiana non era delle migliori. È stata una miscela di fattori, cioè pandemia, conflitti e inflazione, a provocare questi aumenti, che pesano ancora di più su un popolo per cui la casa è sacra. Il filo conduttore è la paura di non riuscire a vivere dignitosamente».

Sei avvocato, giornalista, professionista, madre, donna: ma se dovessi dire chi è Elvira Carpentieri, come ti definiresti?
«(ride, ndr) Bella domanda. Sicuramente una che, per carattere, non molla mai. Guardo sempre oltre, a volte senza nemmeno rendermene conto, per la velocità dei tempi che viviamo».

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