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Donne Nel mondo, nella storia
Tutto TV. Ieri, oggi e domaniGolshifteh Farahani, orgoglio iraniano
di Giuseppe Bosso

Potrebbe essere una favola, ma purtroppo non lo è. Questa è la storia di una ragazza, nata a Teheran, bambina e ragazza prodigio fin dalla prima adolescenza come stella emergente del cinema iraniano, che nel momento in cui conosce la meritata consacrazione a livello internazionale da quella patria ancora oggi alle prese con mille e più contraddizioni legate soprattutto alla condizione femminile viene, anziché elogiata come ci si aspetterebbe, bandita e addirittura costretta all’esilio.

La storia di Golshifteh Farahani è questa: dopo gli esordi con importanti registi del suo Paese che le valgono fin dalla prima adolescenza il riconoscimento del prestigioso festival di Fajr, nel 2008 Ridley Scott la vuole, al fianco di due big come Leonardo Di Caprio e Russel Crowe, nel cast di Nessuna verità; la sua partecipazione è un fatto epocale, perché è la prima volta che Hollywood accoglie una figlia di Persia.

Ma, come detto, per un triste scherzo del destino, quella partecipazione non viene accolta bene in patria, e così Golshifteh viene dapprima obbligata a non espatriare e poi, a malincuore, si vede costretta a trasferirsi in Europa, per riprendere una fortunata carriera da stella, anche in campo musicale, che dopo la partecipazione al quinto capitolo della saga Pirata dei Caraibi e a Sempre amici, l’ha recentemente vista ospite anche Venezia per presentare la sua ultima fatica, Les filles du soleil.

E in Laguna, tra i tanti divi acclamati che hanno sfilato a settembre, la splendida attrice iraniana non ha certo sfigurato, anche grazie alla sua testimonianza. Intervistata da Avvenire, ha raccontato la sua storia e il suo non facile rapporto con una patria che, comunque, non ha certo rinnegato “Non ho scelto io di andarmene dall’Iran. Sono un’attrice e non faccio politica, ma il mio è diventato involontariamente un caso politico. Ho girato un film americano, e al governo non è piaciuto: questo è tutto. Però le donne sono molto forti in Iran, in Tunisia, e negli altri Paesi intorno. I miei parenti sono ancora a Teheran, io invece dapprima ho vissuto a Parigi, ora vivo in Spagna. Quando non hai terra, devi far crescere le tue radici per aria. Come quelle di Selma che non è considerata né francese né tunisina. Il senso di spaesamento è una cosa che non si può spiegare, va vissuto. Devo accettare che non c’è casa: la casa sono io”.

versione stampabile | interviste a personaggi


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