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Donne Nel mondo, nella storia
Tutto TV. Ieri, oggi e domaniAddio alla fidanzata d’America Doris Day
di Giuseppe Bosso

Aveva da poco compiuto 97 anni, se n’è andata in silenzio nella sua casa in California, dove viveva dall’abbandono alle scene, risalente agli anni ‘70, che però non aveva comportato un totale isolamento, visto l’impegno che aveva profuso nel campo sociale.

Doris Mary Anne Kappelhoff, nome di battesimo di Doris Day, figlia di immigrati tedeschi, comincia a far parlare di sé come cantante, negli anni della guerra, con la canzone Sentimental Journey, un vero e proprio inno ala speranza di superare quegli anni terribili. Un grave incidente alla gamba stronca sul nascere, appena quindicenne, il sogno di diventare ballerina professionista, ma come nella migliore tradizione americana si rivelerà solo un intoppo che indirizzerà la giovane Doris verso un destino di successo per altre vie.

Nel 1948 l’esordio sul grande schermo con la commedia musicale Amore sotto coperta; ma il grande successo arriva con l’incontro con Rock Hudson, con il quale nascerà un forte sodalizio professionale che li vedrà protagonisti di indimenticabili pellicole come Non mandarmi i fiori e Amore, ritorna, divertenti rappresentazioni del rapporto uomo-donna con la visione moderna di quell’epoca in cui tutto, al termine del confitto, stava cambiando radicalmente.

Commedie ma anche thriller e noir per la diva, che Alfred Hitchcock vuole al fianco di James Stewart in L’uomo che sapeva troppo, premio Oscar nel 1957 per la miglior canzone, una vera pietra miliare del genere di cui il grande regista è stato indiscusso maestro.

Nel 1967, nel pieno ormai della maturità artistica, Doris Day sembra destinata a essere la celeberrima Mrs. Robinson de Il laureato, che lancerà nel firmamento di Hollywood la stella di Dustin Hoffman; ma l’idea di interpretare una donna matura che amoreggiava con un giovane era radicalmente contraria ai suoi principi, e per questo rifiutò, lasciando definitivamente il cinema un anno dopo per dedicarsi al suo show televisivo, che durerà fino al 1973. Con ciò entrando definitivamente in quella non proprio ristretta cerchia di attori e attrici snobbati dall'Academy, che le ha concesso una sola nomination come miglior attrice protagonista, nel 1960, per Il letto racconta.

Come detto, lasciate definitivamente le scene, l’attrice si impegnerà attivamente nel campo sociale, in particolare in difesa degli animali con la sua fondazione; nel 2008, quasi novantenne, riceve il Grammy Awards alla carriera, non disdegnando apparizioni pubbliche in cui, pur risentendo dell’età, si mostra ancora lucida e splendente come un tempo. Una donna forte che ha saputo andare avanti anche a fronte di una terribile tragedia quale la scomparsa nel 2004, per una grave malattia, dell’unico figlio, il musicista Terry Melcher, avuto dal primo dei suoi tre mariti.

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