Laura
Gambacorta, gastronomia e sport
di
Giuseppe Bosso
Abbiamo il piacere di incontrare nuovamente la giornalista
Laura
Gambacorta.
Bentrovata Laura. Ci eravamo lasciati nel 2010, quindici anni
fa. Che sensazioni ti suscita rileggere l'intervista di allora
pensando come è stata poi la tua vita e i cambiamenti che hai
dovuto affrontare?
«Diciamo che la mia attività professionale si è spostata
totalmente sul lato della comunicazione legata al food andando
ad affiancare aziende, strutture o promuovendo eventi
enogastronomici».
Hai anche avuto un'esperienza al fianco di
Serena
Bernardo nel team di
Viggichannel.
«In realtà Serena mi ha carinamente ospitato in occasione di uno
speciale dedicato alla diffusione della conoscenza dell'olio,
nelle mie vesti di assaggiatrice. È una cara amica e brillante
collega a cui sono grata per avermi dato questa possibilità».
Hai continuato ad occuparti di informazione legata alla
gastronomia per scelta?
«Sì, era l'unico campo in cui desideravo operare nell'ambito del
giornalismo».
Avevamo parlato allora di contraffazione e dei rischi per i
consumatori. Rispetto a quindici anni fa non si può dire
purtroppo che le cose siano migliorate, secondo te dove sono le
maggiori responsabilità?
«Il problema è di non semplice soluzione e individuare
responsabilità nemmeno è facile. Il brand made in Italy funziona
e fa guadagnare, e per quanto i controlli possano essere
scrupolosi la contraffazione è talmente diffusa che arginarlo è
reso difficoltoso anche in parte per chi questo fenomeno lo
favorisce con i suoi acquisti. Non è solo colpa dei consumatori,
certo».
Non solo giornalismo per te. Hai scoperto e portato avanti una
passione sportiva, com'è nato l'incontro tra te e il tennis
tavolo?
«Non si tratta di un nuovo incontro ma di un vecchio amore
ritrovato. Ho sempre giocato a tennistavolo, anche a un certo
livello in gioventù. Poi per i tanti impegni avevo lasciato
l'attività agonistica. Ma a un certo punto la mia attività di
giornalista gastronomica mi ha messo nella necessità di
rimettermi in forma (ride, ndr) e ho pensato fosse opportuno
ricominciare a giocare, riportando nella mia vita questa
passione. Ritrovando la condizione fisica ho ripreso a
gareggiare fino a diventare campionessa italiana master over 50
in doppio, vincendo una medaglia d'argento agli Europei sempre
in doppio. È tornato lo spirito agonistico di un tempo».
Cosa ti ha motivata a riprendere?
«Quando torni a fare qualcosa che ti appassiona gli stimoli
tornano. È forse uno dei pochi sport in cui uomini e donne
possono gareggiare tra loro. Anche questo mi ha fatto
rinnamorare».
Come concili lavoro da giornalista, sport e vita personale?
«Facendo qualche salto mortale. Per fortuna mi trovo in sintonia
con mio marito che gioca a ping pong. Questo rende tutto più
semplice e più piacevole».
Non pensi magari in futuro di occupartene anche da
giornalista?
«No, ho scritto qualche pezzo anni fa ma rimarrò legata al
settore enogastronomico».
Oggi ti senti più orientata al domani o godere il presente
senza pensieri?
«Sono perennemente alla ricerca di cose nuove da fare, ma sono
soddisfatta di cosa sto facendo ora. L'avere inserito
l'attenzione al sociale nella mia comunicazione mi rende
particolarmente orgogliosa».