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Donne Nel mondo, nella storia
Tutto TV. Ieri, oggi e domaniMichelle Pfeiffer, che “malefica” regina!
di Giuseppe Bosso

Grandi applausi a Roma per la prima europea di Maleficent – Signora del male, sequel della pellicola del 2014.

A distanza di cinque anni Angelina Jolie torna nuovamente a vestire i panni della strega cattiva (diciamo…) della Bella addormentata nel bosco; per il secondo capitolo della serie, diretto stavolta dal norvegese Joachim Rønning, molte new entry che si uniscono a Jolie-Malefica e Elle Fanning-Aurora; e tra queste grande interesse suscita l’arrivo, nel ruolo di una regina non meno “malefica” della protagonista, di una sempre splendida Michelle Pfeiffer.

Per l’attrice californiana si tratta di un ritorno in grande stile, dopo essersi defilata per qualche anno dopo le non esaltanti esperienze di Cose nostre – Malavita e Dark Shadows, nonostante la direzione di registi come Tim Burton e Luc Besson e compagni di set quali Johnny Depp e Tommy Lee Jones.

Nulla di irreparabile per un’attrice che da ormai quarant’anni è un volto di punta di Hollywood; che dopo i primi, non eccelsi, esordi all’alba degli ’80, come il poco fortunato sequel di Grease, conquista fama e successo con Brian De Palma in Scarface, dove è contesa da Tony Montana-Al Pacino e Frank Lopez-Robert Loggia.

E per la ragazza di Santa Ana il ruolo di Elvira Hancock è la chiave dello star system: da allora si succedono interpretazioni di altissimo livello, da Le streghe di Eastwick a I favolosi Baker negli anni ’80; da Paura d'amare, nuovamente al fianco di Al Pacino a Batman - Il ritorno dove è conturbante Catwoman nella decade successiva; da Mi chiamo Sam a La verità nascoste nel nuovo millennio.

Tanti ruoli, tante facce, ma con una costante: donne al tempo stesso fragili e di grande personalità, alle prese con situazioni familiari spesso drammatiche, ma senza mai arrendersi.

Avrebbe potuto essere ancora più scoppiettante di quanto è stata (ed è) la carriera di Michelle se l’attrice non avesse rifiutato dei ruoli che poi hanno fatto la fortuna, in ogni senso, di altre sue non meno celebri colleghe; nel 1991 avrebbe dovuto essere, in coppia con Jodie Foster, protagonista di Thelma & Louise, poi interpretato da Geena Davis e Susan Sarandon; e un anno dopo era tra le più accreditate candidate per interpretare la diabolica Catherine Tramell di Basic Instinct, pellicola che consacrerà invece una allora ancora poco conosciuta Sharon Stone.

Chissà se, accettando almeno una di queste parti, che sono diventate pietre miliari della storia del cinema, Michelle Pfeiffer non sarebbe riuscita a colmare quella grande lacuna, come ad altri colleghi e colleghe, rappresentata da quell’Oscar che l’ha vista soltanto nominata ma mai vincitrice in tre occasioni.

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