Eleonora
Tacconi, calcio da sempre
di
Giuseppe Bosso
Incontriamo Eleonora Tacconi, non solo volto tv ma anche addetto
stampa e content creator calcistica.
Benvenuta su Telegiornaliste, Eleonora. Lei e il calcio
possiamo dire che siate un tutt'uno anche prima della sua
nascita, essendo figlia di un ex giocatore del Verona di
Bagnoli. Questo aspetto l'ha in qualche modo agevolata sul lato
professionale?
«Assolutamente no. Il fatto di avere mio papà nel mondo del
calcio, mi ha aiutato solo dal punto di vista tecnico-tattico
perché studiavamo insieme. Il resto me lo sono costruita con il
duro lavoro, la passione e la dedizione costante».
La vediamo particolarmente attiva sui social, tra
Instagram e
You Tube dove ha realizzato anche simpatici short. Non è
certamente l'unica, tuttavia: in cosa cerca di differenziarsi?
«Cerco di differenziarmi cercando di portare in primis la vera
me anche sui social al 100% con storie e vlog di vita
quotidiana, per far vedere a chi mi segue in cosa consiste il
mio lavoro ed avvicinarli al mio mondo. Poi, cerco sempre
qualcosa di innovativo: non i soliti video che fanno tutti, ma
qualcosa di personale ed inedito. Non è facile al giorno d'oggi
distinguersi dalla massa, perché tutti con un telefono in mano e
un biglietto per lo stadio, possono creare contenuti; è lì che
serve fare quello che non gli altri non farebbero».
Segue anche il calcio femminile?
«Si, lo seguo con molto piacere. Donne e pallone possono andare
d'accordo. Siamo in una fase di evoluzione e crescita
fortunatamente, che sta portando sempre di più un cambiamento
sociale e culturale, capace di sfidare gli stereotipi radicati.
Nonostante un ritardo storico e la necessità di superare tali
pregiudizi, il passaggio al professionismo ha segnato una svolta
fondamentale, offrendo tutele, dignità e il riconoscimento di
questo sport come lavoro a tutti gli effetti. C'è ancora tanto
su cui lavorare, ma siamo sulla buona strada».
Avendo ampia possibilità di interagire con i suoi followers
non saranno mancati, immagino, commenti e considerazioni
negative o stereotipate sulle competenze calcistiche femminili.
In questi casi ha replicato o ha semplicemente lasciato correre?
«Ho iniziato questo lavoro giovanissima, a soli 17 anni. Non le
nascondo che all'inizio i commenti che ricevevo mi davano
fastidio perché le parole comunque feriscono ed hanno un peso.
Erano i classici commenti da leoni da tastiera e sessisti, del
tipo: "ah ma chissà cos'hai fatto per essere lì" etc... l'ho
superata subito in serenità. In primis, grazie alla mia famiglia
e alle persone che mi stavano accanto e in secondo luogo, grazie
alla mia coscienza più che pulita: sono nata per questo sport e
ho studiato per lavorare in questo ambito, quindi sapevo quanto
valore avevo. Da lì in poi, ogni commento e critica diventava
indifferente, era quasi più un pretesto per fare ancora meglio.
Ciò che non uccide, fortifica e così è stato. Quando cominci ad
avere un po' di 'notorietà' e ad esporti, è normale ricevere
commenti così. Alcuni li lascio li e faccio finta di niente, ad
altri invece rispondo perché mi piace zittirli. Nemmeno Gesù
piaceva a tutti, figuriamoci io...».
Attualmente di cosa si sta occupando?
«Attualmente sono una presentatrice Tv ed eventi, opinionista,
addetta stampa e content creator».
Cosa farà Eleonora da grande?
«Cosa farò da grande? Mi auguro di continuare a realizzare i
miei sogni con la forza e la passione di sempre, mi auguro di
essere sempre quella bambina alla quale si illuminano gli occhi
quando parla di calcio e di ritagliarmi tante soddisfazioni».