
Telegiornaliste
anno XXII N. 8 (819) del 4 marzo 2026
Marianna
Scagliola, la lettura ci salverà
di
Giuseppe Bosso
Una passione coltivata fin dall'infanzia che poi è diventata un
lavoro anche attraverso esperienze personali e incontri
cruciali. Incontriamo
Marianna Scagliola, scrittrice e giornalista.
Marianna, come si è avvicinata alla scrittura e cosa l'ha
accompagnata nel percorso che si è tramutato in due libri, Una
famiglia allargata cane compreso e Il francese,
Biancaneve e i Settebello?
«Fin da bambina ho coltivato questa passione, trasmessami da mio
nonno che scriveva commedie a livello amatoriale. Mi sono
affezionata al vernacolo, iniziando a scrivere poesie a 12 anni.
Poi ci sono stati due incontri che mi hanno davvero segnato:
Maurizio De Giovanni, mio collega in banca, che aveva appena
pubblicato il suo primo libro con Graus al quale feci leggere
alcuni miei racconti; avevo frequentato un corso di scrittura
creativa, Maurizio mi suggerì di frequentarne uno di scrittura
umoristica, tenuto da Pino Imperatore, il secondo incontro
importante. Poi a seguito di un grande dolore la mia terapeuta
mi suggerì di scrivere un racconto umoristico, che è diventato
il primo capitolo di
Una famiglia allargata cane compreso».
Quale messaggio ha cercato di trasmettere con le sue opere,
che a ben vedere trattano argomenti di strettissima attualità,
dalla piaga della pedofilia alle incomprensioni familiari?
«Che bisogna sempre andare al di là delle apparenze, e che ogni
dramma può essere affrontato con umorismo, in modo da
interpretare la realtà e guardarla da un'altra prospettiva».
Delineare personaggi che in qualche modo possano spingere un
lettore/lettrice a dire “ma questo sono io!” non è facile, ma
sembrerebbe che lei ci sia riuscita.
«Sì, da quello che mi dicono i lettori, almeno. I personaggi
delle opere che ho scritto sono molto realistici, ho cercato in
entrambi i libri di essere realista al massimo, riportando la
quotidianità. Credo che attraverso l'immedesimazione nelle
situazioni il lettore riesce a riconoscersi».
Ha riscontrato molti consensi anche nella conduzione del
format
Libridine sul canale Per sempre news. Com'è nato
questo progetto e come si è sviluppato?
«Ho ideato questo format con l'intento di dare voce soprattutto
agli esordienti. In questo ambiente complicato sono considerati
tendenzialmente scrittori di serie B; io invece li ho voluti
mettere al primo posto».
C'è ancora spazio per la lettura e per le belle storie in
quest'epoca dove tecnologia e individualismo in qualche modo
prevalgono sulla creatività e la condivisione?
«Ci credo (ride, ndr) altrimenti non scriverei. Penso che anzi
sia l'unico modo per salvarci da questo isolamento di massa che
purtroppo viviamo quotidianamente, troppo presi da noi stessi e
dai social. La letteratura combatte l'isolamento».
Oltre che scrittrice chi è Marianna Scagliola?
«Mamma. Moglie. E sicuramente una persona che ama follemente la
vita e che quindi si appassiona a tante cose, come la musica, la
lettura, la scrittura, il cinema.