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Intervista a Elvira Gigante   Tutte le interviste tutte le interviste
Elvira GiganteTelegiornaliste anno XXII N. 23 (834) del 21 ottobre 2026

Elvira Gigante, Diario di una violenza
di Giuseppe Bosso

Incontriamo l'attrice e regista Elvira Gigante che ha presentato proprio in questi giorni al The Cineclub di Roma la sua ultima opera, in occasione dell'evento Diario di una dipendenza affettiva organizzato in concomitanza con l'avvio della ventunesima edizione della Festa del cinema.

Benvenuta su Telegiornaliste, Elvira. Come nasce il tuo cortometraggio Oltre il riflesso?
«Oltre il riflesso nasce dall’incontro artistico con Vittorio Aliotta, che interpreta Giacomo nel cortometraggio, e che mi aveva proposto il suo monologo teatrale Rubata da interpretare come attrice. Leggendolo ho cominciato a immaginare il suo personaggio all’interno di uno spazio e di un contesto. Alla fine della lettura gli ho chiesto se gli sarebbe piaciuto che lo trasformassi in un cortometraggio. Ovviamente Sonia, la mia protagonista, ha conservato ben poche caratteristiche in comune con la protagonista di Rubata. Io, a differenza di quanto ha raccontato Vittorio nel monologo, ho voluto trovare un epilogo a una storia di violenza domestica che fosse differente da quelli a cui purtroppo siamo abituati dalle cronache».

Perché hai deciso di affrontare questa tematica?
«Ti direi: e perché no?! Di base volevo raccontare una storia e forse proprio l’innumerevole quantità di casi di femminicidio che riempiono le cronache dei giornali mi ha spinto, dopo la lettura di Rubata, a voler raccontare proprio questa, prima di altre che avevo già scritto ed erano pronte per un’eventuale produzione. Ho cercato di farlo con la massima attenzione e la maggior delicatezza possibile. Abbiamo usato i guanti di velluto un po’ tutti, durante la realizzazione del progetto artistico, nel trattare l’argomento, senza scendere in banalizzazioni né in atti volutamente violenti che avrebbero potuto impattare negativamente su chi lo avrebbe visto».

La violenza sulle donne è purtroppo argomento ormai abituale sia nei resoconti di cronaca che spesso nelle trame di film e serie tv: possiamo dire che le produzioni artistiche come la tua sono lo specchio del nostro tempo?
«Le mie produzioni finora lo sono state. Lo scorso anno ho affrontato la tematica altrettanto delicata legata all’uso dei social e quest’anno la violenza domestica. Quindi sì, decisamente mi rifaccio alla vita quotidiana nella scelta delle storie che voglio raccontare. Trovo che l’imperfezione dell’uomo sia molto interessante da indagare. E poi, come si sente di solito nei casi di cronaca più negativi, la frase “era una brava persona” ricorre spesso. Ecco, quel confine tra la “brava persona” e la persona che in realtà c’è dietro mi incuriosisce parecchio. Le apparenze quasi sempre ingannano e non è una semplice frase fatta».

L'anteprima in occasione della Festa del Cinema è la miglior vetrina per la promozione della tua opera?
«Con il mio addetto stampa Marco Bonardelli di Suggestioni Press, anche moderatore della presentazione, abbiamo voluto incorniciare l’evento nei giorni in cui si svolge la Festa del Cinema. Chiaro, noi siamo fuori da quel contesto logistico perché la nostra premiere si svolgerà al The Cineclub. Ma credo che in questo periodo possa esserci sicuramente anche da parte della stampa una maggiore attenzione al cinema, anche indipendente come quello che cerco di fare io. Inoltre il cortometraggio ha da poco iniziato la distribuzione festivaliera con Prem1ere Film Distribuzione, per cui era decisamente un buon momento».

Precedentemente avevi affrontato il tema della dipendenza dai social in Follower #1: continuerai ancora a trarre ispirazione dai mali del nostro tempo o cercherai nuove, diverse ispirazioni?
«Come dicevo poco sopra, l’imperfezione umana è molto interessante da indagare. Inoltre trattare tematiche sociali che riguardano i mali del nostro tempo mi dà la possibilità di far riflettere gli spettatori su argomenti che di solito viviamo senza accorgercene, presi dalle nostre molteplici attività quotidiane e dalla fretta con cui viviamo le nostre giornate. I mali provo a sviscerarli, mostrandone gli aspetti peggiori, soprattutto a scopo riflessivo, e sono stata molto contenta quando ho avuto riscontri positivi dal pubblico, soprattutto per Follower #1, che è già su RaiPlay, che dopo la visione ha avuto modo di pensare a quanto quello che avevo raccontato nel mio corto impattasse sulla propria vita. Sì, decisamente continuerò a trarre ispirazione dal quotidiano».

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