
Telegiornaliste
anno XXII N. 10 (821) del 18 marzo 2026
Alexandra
Cadoppi, cuore e mente
di
Giuseppe Bosso
Incontriamo la conduttrice televisiva Alexandra Cadoppi,
volto di
12 Tv Parma.
Benvenuta su Telegiornaliste, Alexandra. Di cosa parla la
trasmissione da lei condotta, Penelope Cuore&Mente, e
come è arrivata a questo format?
«
Penelope è un format che mette al centro le storie
di donne che hanno scelto di non restare nell’ombra, ma di
prendere posizione nella propria vita e nel proprio lavoro.
Raccontiamo percorsi professionali e personali molto diversi
tra loro, ma accomunati da coraggio, visione e capacità di
trasformare le difficoltà in opportunità. È uno spazio di
dialogo autentico, dove non ci si ferma ai traguardi, ma si
esplora il “dietro le quinte”: le scelte, i dubbi, i momenti
di svolta. E spesso emergono figure femminili che ricoprono
ruoli tradizionalmente attribuiti agli uomini, contribuendo
a ridefinirne i confini con competenza e identità. L’idea
del format nasce dal desiderio di creare un racconto più
profondo e meno stereotipato del mondo femminile. Dopo anni
di esperienza televisiva, sentivo l’esigenza di uno spazio
che valorizzasse contenuto e sostanza, non solo l’immagine.
Penelope è arrivato così: come evoluzione naturale del mio
percorso e come progetto in cui credo fortemente, perché dà
voce a storie che meritano di essere ascoltate».
Storie diverse quelle delle ospiti che si sono finora
alternate, ma se dovesse delineare un filo comune tra loro
come lo descriverebbe?
«Pur partendo da percorsi molto diversi – per età, ambiti
professionali e vissuti personali – il filo conduttore che
emerge è una forza consapevole, mai urlata, ma profondamente
determinata. Le ospiti di Penelope sono donne che hanno
attraversato cambiamenti, superato ostacoli e trasformato le
difficoltà in occasioni di crescita. In ciascuna storia c’è
un passaggio chiave: dalla prova alla scelta, dal dubbio
alla presa di posizione, dall’attesa all’azione. A questo si
aggiunge un elemento molto forte: molte di loro ricoprono
ruoli tradizionalmente associati al mondo maschile. Non c’è
spirito di rivalsa, ma la volontà concreta di dimostrare –
con competenza, autorevolezza e visione – che quei ruoli
possono essere abitati anche dalle donne, con uno stile
diverso, spesso più inclusivo e innovativo.
Il vero fil rouge , dunque, è l’autenticità unita al
coraggio di ridefinire gli spazi. È la capacità di restare
fedeli a sé stesse mentre si aprono strade nuove, non solo
per sé, ma anche per chi verrà dopo».
Storie di donne in tv, una tematica diffusa sia sui
network nazionali che territoriali. Lei in cosa cerca di
differenziarsi?
«È vero, il racconto al femminile oggi è molto presente in
televisione. La differenza, per quanto mi riguarda, sta
nello sguardo. In
Penelope non cerco la storia
“esemplare” o il racconto costruito per emozionare a tutti i
costi. Cerco autenticità, profondità, tempo. Mi interessa
entrare nei passaggi meno visibili: le scelte difficili, i
dubbi, le rinunce, i cambiamenti che non fanno rumore ma
segnano davvero un percorso. Scelgo uno stile di conduzione
molto diretto ma empatico: non celebrazione, non retorica,
ma dialogo vero. L’obiettivo non è solo raccontare una
storia, ma creare uno spazio in cui chi guarda possa
riconoscersi e trovare ispirazione concreta».
Come si è avvicinata al mondo delle televisione e come si
è svolto finora il suo percorso?
«Muovo i miei primi passi nel mondo dello spettacolo
partendo dalla mia città, Parma, conducendo programmi per le
televisioni locali che sono state utilissime palestre per
costruire una solida formazione sul campo e un contatto
diretto con il pubblico emiliano. Il trasferimento a Milano
segna l'inizio del mio percorso nazionale: entro nelle
grandi produzioni Mediaset con titoli iconici come
Campioni, il sogno talent che da’ voce alle storie di
giovani talenti sportivi,
Scherzi a parte, programma
di grande popolarità, e tanti altri, fino all'esperienza in
Le Iene, che decido per scelta personale di lasciare
per abbracciare la maternità. Per oltre un decennio sono
stata VJ e autrice su Match Music (Sky 716), canale cult per
gli appassionati di musica italiana, elettronica e dance,
dove ho sviluppato una specializzazione nei format musicali
dinamici e innovativi. Tra questi spicca
Random,
programma divenuto di riferimento con interviste esclusive
ai più influenti DJ e produttori italiani e internazionali,
che mi ha portato a condurre festival musicali nelle
principali piazze italiane, ed eventi in club leggendari.
Parallelamente, ho avuto esperienze di conduzione nel mondo
sportivo, in particolare legato al calcio. E poi arriva la
radio… quasi per caso ma si trasforma presto in una passione
bruciante. Dopo un'esperienza a Radio 105 , divento speaker
di Radio Parma per due anni, alla guida di
Exxtra dal
lunedì al venerdì in diretta dalle 12-14, un appuntamento
quotidiano che mescola musica, chiacchiere e momenti di
autenticazione connessione con l'ascoltatore. Oggi collaboro
con Radio Bruno e porto avanti nuovi forma».
Sul suo
canale YouTube oltre che momenti di lavoro notiamo dei
video particolari in cui ha realizzato degli scherzi a suoi
amici e colleghi. Com'è nata questa idea e quali riscontri
ha avuto?
«Come accennato precedentemente, ho lavorato per diversi
anni per
Scherzi a parte dove ho conosciuto il mio
mentore Marco Balestri, storico autore del format… la
passione per gli scherzi c’è sempre stata e per un po' di
anni è diventato anche il mio lavoro con
Lo scherzo
perfetto sempre produzione Mediaset fino d arrivare
negli anni successivi ad una produzione:
Il beffardo, un
format locale di scherzi a persone “conosciute” nella mia
città d’origine».
In prospettiva futura punterà più sulla comunicazione o
sull'intrattenimento?
«In prospettiva futura non sento la necessità di scegliere
in modo netto. L’intrattenimento fa parte di me, del mio
modo di stare in scena e di condurre: uno stile diretto,
talvolta tagliente, con una punta di ironia che mi
rappresenta e che crea ritmo. Allo stesso tempo, la
comunicazione resta la struttura portante: contenuti solidi,
domande precise, attenzione alla sostanza. L’obiettivo è
proprio questo: mescolare le due dimensioni in modo
armonico. Unire profondità e leggerezza, autorevolezza e
dinamismo. Perché si può affrontare un tema serio senza
perdere vivacità, e si può intrattenere senza rinunciare
alla qualità».
Come si descriverebbe, come persona e come donna di
televisione?
«Come persona mi definirei determinata, curiosa e
profondamente attenta agli altri. Ho un carattere forte, ma
sono empatica: ascolto molto e cerco sempre di andare oltre
la superficie. Dal punto di vista professionale sono
irrequieta, nel senso più costruttivo del termine: ho
bisogno di evolvermi, di immaginare nuovi format, di
mettermi alla prova. Non mi piace restare ferma in una zona
di comfort. Sono anche eclettica. La musica è stato il mio
primo amore e resta una parte identitaria del mio percorso,
ma negli anni ho attraversato ambiti diversi:
dall’intrattenimento ai contenuti più strutturati, dallo
storytelling alle interviste di approfondimento, fino allo
sport. Questa varietà mi ha insegnato ad adattare
linguaggio, ritmo e registro, senza perdere la mia cifra
personale. Come donna di televisione unisco quindi dinamismo
e profondità: personalità marcata, ironia quando serve, ma
anche rigore e attenzione al contenuto. Mi piace essere
riconoscibile, ma soprattutto credibile».