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Intervista a Valentina Reggiani   Tutte le interviste tutte le interviste
Valentina ReggianiTelegiornaliste anno XVII N. 3 (653) del 27 gennaio 2021

Valentina Reggiani, dolore e rinascita
di Tiziana Cazziero

Dentro di me. Endometriosi, storie di dolore e rinascita. Questo è il titolo della scrittrice Valentina Reggiani, un argomento importante che sicuramente attirerà l’attenzione di molte donne.

Ciao Valentina, l’endometriosi è una malattia che colpisce molte donne, come nasce e perché la voglia di scrivere un libro?
«In realtà ci ho riflettuto a lungo prima di iniziare a scrivere... poi tutto è arrivato in un attimo. Come un fiume in piena. La spinta è arrivata dalla volontà, fortissima, di lanciare un monito. Un monito diretto a chi non sa ascoltare o non ne ha voglia. Un monito verso chi, come le istituzioni, prendono ancora poco sul serio questa patologia. Il mio sogno, racchiuso in queste pagine, è quello di aiutare le giovani donne a soffrire un pochino meno. Ad ottenere diagnosi precoci. A non sentirsi rispondere che il dolore durante il ciclo è normale perché non è così. Vorrei che i sanitari in primis smettessero di dare per scontato che una donna può e deve soffrire».

Spieghiamo per chi non la conosce, cos’è l’endometriosi?
«È una patologia invalidante. Da un punto fisico ma anche emotivo. È una patologia per la quale ancora non è stata identificata una causa e neppure una cura. Una malattia che rende il ciclo mestruale insopportabile a chi ne soffre dal momento che il dolore, soprattutto negli stadi più gravi – che arrivano al quarto – diviene difficilmente gestibile. Si comporta come un "tumore", pur non essendolo, disseminandosi in giro per il corpo umano. È una patologia caratterizzata dalla migrazione del tessuto interno dell'utero, l’endometrio appunto, al di fuori della sua sede abituale. Questo fenomeno porta alla formazione di agglomerati di sangue in altri organi, potenzialmente ovunque, che mestruano a loro volta ciclicamente, ingrandendosi e provocando dolore. Le sue localizzazioni sono varie, ma più frequentemente rappresentate dalle ovaie, dal peritoneo, legamenti utero sacrali, vescica e intestino. Alcune volte arriva ad intaccare addirittura i polmoni».

Cosa pensi si possa fare per attirare maggiormente l’attenzione su questo problema femminile?
«Credo che l'informazione e la sensibilizzazione in primis siano fondamentali. Occorre partire 'dal basso', ovvero dalle scuole e quindi dai genitori affinché gli stessi sappiano riconoscere eventuali sintomi 'sentinella'. Credo anche sia necessario uno screening tra la popolazione femminile come quello attuato per l'Hpv. Occorrono in media 7/8 anni prima di arrivare ad una diagnosi certa. Dobbiamo accorciare i tempi ed individuare eventuali sintomi prima che gli stessi compromettano la qualità di vita della donna».

Che cosa si deve aspettare un lettore dal tuo libro?
«Vorrei che gli 'addetti' al settore, ma non solo, capissero quanto sia difficile e lungo il calvario patito da una donna che soffre di endometriosi. Vorrei altresì che questo testo aiutasse le donne che, come me, vivono quest'incubo a sentirsi meno sole e, soprattutto, comprese e sostenute».

L’endometriosi è una patologia con poca attenzione sociale, cosa pensi si possa fare per aiutare le tante donne che spesso combattono con la malattia e talvolta con una diagnosi tardiva?
«Sono le istituzioni in primis a dover fare un passo avanti, riconoscendo il problema e, con esso, la sofferenza patita da tante donne. Serve formazione anzitutto tra i ginecologi ma anche tra i medici di base e i pediatri; i primi chiamati in causa dinanzi a sintomi sospetti. Servono fondi per la ricerca ed equipe multidisciplinari in grado di operare la malattia a 360 gradi. Serve un sostegno psicologico soprattutto quando la malattia è causa di infertilità. Sentenza infausta per ogni donna».

Nel libro sono raccontate tante storie, dove le hai raccolte e hai trovato difficoltà emozionali nell’interagire con le protagoniste?
«A salvarmi e a salvarci sono stati i forum. Piattaforme di confronto umano che ci hanno permesso di sentirci meno sole. Così ci siamo confrontate e consigliate. Così abbiamo realizzato un progetto che ci ha permesso di far sentire la nostra voce: il libro. Nessuna difficoltà se non quella di ammettere reciprocamente quanto, spesso, ci si senta incomprese. Quanto questa malattia incida nella quotidianità e nei rapporti stretti. Nelle relazioni interpersonali soprattutto; prendendo il sopravvento sempre e comunque dal momento che, anche durante i rapporti sessuali, questa patologia non tarda a farsi sentire e riconoscere».

Grazie per il tuo tempo, se vuoi, puoi aggiungere qualcosa che non è stato detto.
«Il Governo ha recentemente stanziato fondi per la ricerca sull'endometriosi. È tardi, ma mai così tanto per porgerci una mano e per far capire al mondo che questa patologia esiste, è terribilmente diffusa e, purtroppo, incide sulla qualità della nostra vita».

Grazie.

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