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Archivio Telegiornaliste anno XXII N. 15 (826) del 13 maggio 2026

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TGISTE
Monica Pignataro, vi presento Naomi
di Giuseppe Bosso

In occasione della festa della mamma incontriamo di nuovo Monica Pignataro, stavolta con sua figlia Naomi Rullo.

Bentrovata Monica e molto piacere Naomi. Anzitutto cosa rappresenta per voi la festa della mamma?
«Per me è importantissima, non solo perché ho due figli meravigliosi, l'apice della mia gioia, e anche perché come sapete il mio percorso è stato segnato da Miss Mamma Italiana che ho vinto e che ancora adesso mi accompagna. E ancora adesso fortunatamente ho modo di viverla da figlia, mia madre è ancora con noi, la mamma è una delle cose più belle da godere nella vita».

Ormai sei volto di Telecapri e hai in qualche modo rispolverato una figura che avevamo ormai dimenticato come quella dell'annunciatrice. Com'è nata questa esperienza e come l'hai affrontata finora, magari ispirandoti alle 'signorine buonasera' di un tempo?
«Il legame con Telecapri parte da bambina, seguivo quelle trasmissioni con Uffi che la mia generazione ricorda con affetto e che oggi la nuova gestione sta rilanciando. Si è creata una sinergia con Venere Federico, figlia dell'editore, che mi ha coinvolta permettendomi anzitutto di iniziare questo percorso da annunciatrice, che abbiamo cercato di adattare in chiave moderna, e anche con altri progetti».

Tra i quali la trasmissione Storie di successo. Quali sono gli ospiti che ti hanno maggiormente colpita con le loro esperienze?
«Da una rubrica del quotidiano Cronache di Napoli, edizione Caserta, che si è voluto adattare in una versione televisiva, cercando di dare alle eccellenze del nostro territorio maggiore visibilità. Per la maggior parte aziende storiche e tradizionali, come di recente un panificatore di Pompei. Ringrazio oltre a Venere anche Giuseppe Moffa e Giancarlo Bonetti, il nostro collante. Mi colpiscono in particolare i ragazzi che svolgono attività 'storiche', quei mestieri che stanno purtroppo scomparendo ma che cercano di assorbire dalle precedenti generazioni. Vederli così coinvolti ti trasmette anche la fierezza e il senso d appartenenza del nostro territorio».

Naomi tu di cosa ti occupi invece?
«Anzitutto studio. E poi canto e ballo, in qualche modo seguendo il percorso di mamma che è il mio punto di riferimento».

Possiamo quindi sfatare quella 'leggenda', per così dire, che una madre in vista e di successo rischia di mettere la propria figlia in ombra o in soggezione?
«Sì, abbiamo un rapporto stupendo, siamo l'una il sostegno dell'altra. Rivalità assolutamente mai».

Hai anche tu aspirazioni artistiche?
«I miei obiettivi sono un po'diversi da quelli di mia madre, ma la sto seguendo su alcune passioni comuni come il canto, e spesso mi capita di affiancarla. Ma sono più orientata sulla danza».

Anche tu attraverso il canto e la danza hai infranto, come mi aveva detto Monica l'ultima volta, hai in qualche modo esorcizzato la timidezza?
«Sì, sono state esperienze di crescita che non finiscono mai».

Monica quali sono i tuoi prossimi impegni?
«Come sai da scaramantica preferisco sempre non parlarne (ride, ndr) ma ti posso dire che prossimamente sempre su Telecapri ci saranno delle novità legate all'estetica e poi con la bella stagione ormai arrivata ricominceranno eventi e serate dove sarò in prima linea».
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TUTTO TV
Aurora Moroni, costruire il domani
di Giuseppe Bosso

Nel 2018 sugli schermi di Rai Play grande successo riscontrò la serie adolescenziale Sara e Marti, rinnovata poi per altre due stagioni. Per Aurora Moroni quel ruolo ha segnato l'inizio di una promettente carriera di attrice che da allora ha proseguito senza sosta.

Benvenuta sulle nostre pagine Aurora. Si dice sempre c'è un prima e un dopo eventi chiave della nostra vita. Com'è stato per te il “dopo” Sara e Marti che tanta visibilità ti ha dato?
«Mi fa piacere essere ancora oggi ricordata come Sara quando incontro ragazzi e ragazze che seguivano la serie. Ma la cosa più importante è stata per me avere la conferma di aver trovato la mia strada, il lavoro che volevo fare e che ho proseguito, una volta sperimentata la vita da set, impegnativa ma fonte di soddisfazioni, e capito che quello che facevo poteva piacere agli altri».

È stato complicato proporsi a provini e registi con alle spalle una serie adolescenziale così di successo?
«No, anzi, è stato un punto di partenza che poi mi ha aperto altre possibilità. Avere un curriculum alle spalle aiuta per vincere i provini, e prima di Sara e Marti, quando praticamente partivo da zero, ne avevo sostenuti tanti senza fortuna».

Rivedendo Sara e Marti con gli occhi di oggi e dimenticando per un attimo di esserne stata protagonista pensi sia una serie invecchiata bene o male?
«Domanda particolare... secondo me bene, perché tratta argomenti ancora attuali e vedo che ancora oggi le ragazzine continuano a vederla, Per quanto riguarda me invece rivedendomi con l'occhio di oggi mi accorgo di aspetti della mia recitazione che avrei dovuto migliorare. Ma trattandosi del mio primo vero ruolo ci sta che fosse così in quel momento».

Una serie spagnola, Marbella; il film Leopardi & co. con la star Whoopi Goldberg e l'entrata nel cast della serie Il paradiso delle signore. Sei certamente un'attrice di grande versatilità che non si tira indietro davanti a nuove sfide. Ma dove vuole arrivare Aurora?
«Sono una grande sognatrice che però vive nel presente. La proposta per Marbella è stata una sorpresa che non avrei mai immaginato di vivere, Spero un giorno di poter lavorare con celebrità che ammiro, la strada è lunga ma la affronto convinta».

Ti senti più orientata a costruire per il futuro o a godere le gioie del presente?
«Sono piuttosto equilibrata. Fin da ragazzina sono sempre stata orientata a costruire il mio domani, quando seguivo i primi corsi di recitazione. Oggi abbino il lavoro all'università nella consapevolezza di dover tenere pronto un piano B. Ma riesco a vivere il mio presente senza questa ossessione per il domani».
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DONNE
Anna Premoli, Tutto troppo misterioso
di Silvestra Sorbera

Maggio è il mese dei libri con il grande evento del salone del libro di Torino.
Tra le tante uscite di questo mese di maggio spicca Anna Premoli con il suo romanzo dal titolo Tutto troppo misterioso.

Jeanne Barbieri, giovane e talentuosa pittrice, si prepara a ritrarre Eugenio, l’enigmatico amico novantenne di sua nonna. Ma la tela resta vuota: quando si presenta a casa sua per dipingerlo, trova Eugenio brutalmente assassinato con un colpo alla testa. A complicare la situazione, c’è l’ispettore incaricato del caso: Marco Martini, l’ultimo uomo che Jeanne avrebbe mai voluto rivedere e con cui condivide un passato burrascoso.

Obbligati a collaborare loro malgrado, Jeanne e Marco scoprono che dall’abitazione dell’anziano signore è sparito un paesaggio ottocentesco di Milano che nasconde un mistero intessuto nelle pieghe più oscure della storia della città. E mentre i due inseguono la verità, la tensione tra loro è una costante miccia, che innesca un’attrazione irresistibile. Tra gallerie d’arte, cripte segrete e archivi dimenticati, Jeanne e l’ispettore Martini si lanciano in una disperata caccia al tesoro. E chissà che un’avventura pericolosa non sia l’inizio di una grande storia d’amore

Anna Premoli è nata nel 1980 in Croazia; vive a Milano dove si è laureata alla Bocconi. Il suo romanzo d’esordio, Ti prego lasciati odiare, è stato un libro fenomeno: per mesi ai primi posti in classifica, ha vinto il Premio Bancarella. Con la Newton Compton ha pubblicato anche Come inciampare nel principe azzurro, Finché amore non ci separi, Tutti i difetti che amo di te, Un giorno perfetto per innamorarsi, L’amore non è mai una cosa semplice, L’importanza di chiamarti amore, È solo una storia d’amore, Un imprevisto chiamato amore, Non ho tempo per amarti, L’amore è sempre in ritardo, Questo amore sarà un disastro, Molto amore per nulla, Tutto a posto tranne l’amore, Non sono una signora, Sfida all’ultimo bacio, Un amore sulla neve, In amore vince chi rischia, Ti odio ma ti amo di più, Tutto troppo complicato, L'amore non è mai a prima vista e Tutto troppo segreto. Tre di questi titoli sono stati opzionati da case di produzione cinematografica.
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